Spoiler!

Le serie televisive sui supereroi hanno avuto un boom dopo il 2000 e innegabilmente hanno avuto la possibilità di plasmare l’immaginario di chi non ha mai letto fumetti e di rinfrescare quello dei fan, e naturalmente sono una miniera di spunti per chi gioca a un GdR si supereroi come (sorpresa!) Super Adventures.

Quello è il primo di una serie di articoli che offriranno una panoramica veloce su quello che offre/ha offerto la TV in questi anni, naturalmente è viziata dai gusti di scrive questo articolo e non è particolarmente approfondita.
Esauriti i filoni dedicati agi eroi DC e Marvel si passerà ai serial che trattano di superpoteri ma non interconnessi tra loro, posando l’occhio su Alphas, Gotham, Heroes, Tomorrow People, Misfits, Powers e via discorrendo…

Scopri di più

  • Visto in TV #1 La prima di una serie di brevi analisi dei temi affrontati nei serial TV sui supereroi, si parte con Arrow e The Flash!
  • Visto in TV #2 Il secondo appuntamento con gli eroi della TV: Supergirl, Constantine e Legends of Tomorrow!
  • Visto in TV #3 Il terzo appuntamento con gli eroi della TV: il mondo dei servizi segreti di Marvel’s Agent Carter e Agents of S.H.I.E.L.D.
  • Visto in TV #4 Gli eroi della TV sbarcano su Netflix… con Daredevil e Jessica Jones!

Arrow (stagioni 1-4)

La prima a sobbarcarsi il complicato compito di riportare sul piccolo schermo i supereroi e renderli “godibili” anche e soprattutto a un pubblico di non fan. La scelta di un personaggio “minore” di genere urbano è stata dettata probabilmente da fattori quali budget, l’influenza del Batman di Nolan e il testare l’interesse del pubblico generalista.

Il risultato è un’interpretazione (con molte libertà) del personaggio e del cast di comprimari con l’aggiunta di personaggi originali che però cattureranno in cuore di molti fan).

Strutturata su un doppio binario (presente e passato di Oliver Queen esplorato con flashback) si prende il tempo di indugiare su una struttura molto soap in lunghi archi narrativi e i personaggi pescati dal mondo dei fumetti – almeno all’inizio – sono reinterpretati in chiave “verosimile” (nessun superpotere, tecnologia moderata e niente costumi).

Temi principali

  • Riscatto: Oliver Queen è un poco di buono che torna dopo anni di assenza perché creduto morto e il ricordo che aveva lasciato era quello di un moccioso viziato e donnaiolo.
    Vendetta: il ritorno è dettato anche dal desiderio di vendicare il padre ucciso da una cospirazione e rimettere a posto i danni che il suo operato aveva causato a Starling City.
  • Vigilanti: nella prima stagione la Freccia non è un anti-eroe, che non ha problemi a giustiziare chi ha tradito Starling City, il cast di comprimari è perlopiù il suo entourage familiare e pochi alleati nella sua crociata di giustizia in una città corrotta. La lenta ascesa (ritorno) di Deathstroke e il coinvolgimento di altri personaggi (es. Solomon Grundy) ci ricordano che siamo nell’universo DC ma tenendosi a una prudente distanza.
  • Tragedia: il passato e il presente di Arrow sono cupi e tragici, gente muore, amici muoiono, famigliari muoiono insomma #mainagioia è il leit-motiv della serie.

Temi secondari

Dopo un paio di stagioni di prova e raccolto un buon favore di pubblico gli sceneggiatori decidono di iniziare a fare sul serio e gettare basi solide per il DCU televisivo (che poi scopriremo sarà su un binario parallelo a quello del cinema).

  • Superpoteri: con l’introduzione del personaggio di Barry Allen/Flash nella terza stagione, nel mondo di Arrow sono arrivati ufficialmente i metaumani. Ovviamente questo apre la porta non solo allo Spin-off dedicato al velocista scarlatto (vedi sotto) ma anche a trame e sviluppi più articolati e a crossover tra serie. Arrow non è più solo.
  • Tecnologia: con l’introduzione di Atom e della sua armatura si ufficializza la presenza di tecnologia particolarmente avveniristica nel mondo di Arrow, certo la parte del leone l’hanno sempre le tragedie, l’arsenale bellico e le arti marziali. Si dovrà aspettare lo Spin-off Legends of Tomorrow per avere più carne al fuoco sotto questo aspetto.
  • Magia: parallelamente alla terza stagione di Arrow e la prima di The Flash la CW produce un serial animato dedicato a Vixen, una donna capace di attingere alla capacità degli animali attraverso l’uso di un monile magico. Il personaggio di Vixen avrà una comparsata in carne ed ossa (in modalità che confermano il fatto che il serial animato sia parte del canone del DCU televisivo) durante la lotta contro Damien Dahrk.
    Non solo, tutta la quarta stagione di (Green) Arrow è particolarmente urban fantasy con un avversario imbattibile come Damien Dahrk che usa le arti oscure a proprio vantaggio. La comparsa di Constantine (già protagonista di un serial proprio nato quando ancora del DCU televisivo non c’era sospetto) è la riprova che il soprannaturale è (retroattivamente) sempre stato presente nel mondo di Arrow.

Considerazioni varie

La qualità delle stagioni è abbastanza altalenante, l’elemento soap e i temi urbani, le tragedie e il ricicciare di personaggi dati per spacciati fanno sì che alla fine della terza stagione si senta il bisogno di una certa leggerezza e di un cambio di registro. Bisogni che però vengono disattesi.
La quarta stagione è #natraggedia dietro l’altra (e meno male che gli sceneggiatori avevano dichiarato di voler alleggerire i temi della serie).
Il fatto che nel frattempo siano iniziati The Flash e Agents of Tomorrow che ostentano il loro essere “fumettoni”, rende “la prudenza” di Arrow un po’ superata. Nel piccolo schermo come al cinema la gente si è ormai abituata a superpoteri, criminali ridicoli e costumini e anche se il vigilante Arrow “muore” per diventare il supereroe Green Arrow il serial sta incominciando a boccheggiare e se non si inventano qualcosa di avvincente nella quinta stagione il rischio è che servirà il Pozzo di Lazzaro di Ra’s al Ghul per far risorgere i fasti di un tempo, che però è stato distrutto… occhio…

The Flash (stagioni 1-2)

Premessa, è il personaggio preferito in assoluto di chi scrive quindi l’obiettività non è assicurata.

Partito come esperimento in Arrow, The Flash è un personaggio che convince subito e lo spin-off si traduce in un serial di successo.
Anche se l’impianto drama di Arrow è seguito quasi fedelmente, qui non c’è il pudore di “mostrare e non mostrare” l’aspetto fumettistico: costumini, supercriminali, superpoteri (ed effetti speciali gradevoli) rendono la serie decisamente solare e scoppiettante anche quando si parla di traumi familiari e criminali con piani efferati per rendere misera la vita dei protagonisti. I rimandi ad Arrow sono espliciti con frequenti scambi di cast, comparsate e puntate crossover!

Temi

  • Crescita: a differenza di Oliver Queen, Barry Allen non inizia il suo percorso da eroe pronto esperto, i suoi poteri sono pazzeschi ma gli manca l’esperienza per amministrali, non ne conosce i limiti ed è abbastanza paralizzato dal trauma di aver avuto l’infanzia distrutta da un evento misterioso.
  • Famiglia: i legami famigliari (prossimi ed estesi) sono il tema ricorrente. Uno dei pochi serial non orientato al pubblico femminile in cui si piange. Tutti, dal padre adottivo all’ultima delle comparse possono prima o poi lasciarsi andare e frignare. Questo aspetto rende però il cast molto umano facendo da contraltare alle situazioni sopra le righe che continuamente li vedono coinvolti. Tutte le lacrime non versate nelle tragedie di (Green) Arrow sono finite qui. #feels
  • Superpoteri: un incidente con un acceleratore atomico causa la nascita dei metaumani e permette l’introduzione di un cast di avversari variegato (es Gorilla Grodd, Doc Zoom, Jonny Quick), pescato direttamente dai fumetti. Questo comporta un tasso di azione più vistoso di quello a cui ci si era abituati in Arrow.

Temi secondari

  • Mai abbastanza veloce: ogni stagione ha un velocista avversario (bastardissimo) che porta The Flash a superare i propri limiti in un crescendo continuo, con ricadute interessanti sul come la super velocità si presta a sviluppi interessanti anche di trama.
  • Viaggi nel tempo: corri che corri ti ritrovi nel passato e vai di paradossi e retcon. La prima stagione sfiora il problema, la seconda lo affronta con ripercussioni che si vedranno nella terza, e che se gestiti male potrebbero causare il salto dello squalo per la serie decretandone il declino.
  • Dimensioni parallele: 52 mondi collegati al nostro (numero non casuale per i fan dei fumetti DC) attraverso dei portali ci offrono infinite possibilità di gestire trame con personaggi speculari e alternativi, non solo nell’intercapedine di questi mondi c’è la Speedforce a unire tutti i velocisti del multiverso.

Considerazioni varie

La prima stagione inizia col botto e mantiene un buon ritmo, la stagione successiva aumenta la posta in gioco. Le uniche perplessità sono che i presupposti lasciati dalla fine della seconda stagione possono dare origine a una strepitosa terza stagione… o alla rovina. I viaggi nel tempo e le ingerenze di Barry Allen sul passato urlano retcon imminente e questo, se da una parte è una manna per gli sceneggiatori, dall’altro significa che si riparte d’accapo e un un serial dove il cast di personaggi è limitato vuol dire il gioco delle tre carte, cattivi che diventano buoni, buoni che diventano cattivi, gente che muore ma poi ritorna… No, non stiamo parlando di Arrow ma poco ci manca.

Curiosamente The Flash ha delle strane connessioni con il serial del 1990 (quello con Wesley Shipp e la sua tutina che si gonfiava) con attori che interpretano gli stessi personaggi, attori riutilizzati in ruoli differenti e una sensazione che va oltre l’idea di citazione/omaggio, se poi prendiamo in considerazione il multiverso tutto è possibile!

Nel prossimo articolo si parlerà di Legends of Tomorrow, Supergirl e… Constantine!