Spoiler!

Le serie televisive sui supereroi hanno avuto un boom dopo il 2000 e innegabilmente hanno avuto la possibilità di plasmare l’immaginario di chi non ha mai letto fumetti e di rinfrescare quello dei fan, e naturalmente sono una miniera di spunti per chi gioca a un GdR si supereroi come (sorpresa!) Super Adventures.

Quello è il primo di una serie di articoli che offriranno una panoramica veloce su quello che offre/ha offerto la TV in questi anni, naturalmente è viziata dai gusti di scrive questo articolo e non è particolarmente approfondita.
Esauriti i filoni dedicati agi eroi DC e Marvel si passerà ai serial che trattano di superpoteri ma non interconnessi tra loro, posando l’occhio su Alphas, Gotham, Heroes, Tomorrow People, Misfits, Powers e via discorrendo…

Scopri di più

  • Visto in TV #1 La prima di una serie di brevi analisi dei temi affrontati nei serial TV sui supereroi, si parte con Arrow e The Flash!
  • Visto in TV #2 Il secondo appuntamento con gli eroi della TV: Supergirl, Constantine e Legends of Tomorrow!
  • Visto in TV #3 Il terzo appuntamento con gli eroi della TV: il mondo dei servizi segreti di Marvel’s Agent Carter e Agents of S.H.I.E.L.D.
  • Visto in TV #4 Gli eroi della TV sbarcano su Netflix… con Daredevil e Jessica Jones!

Agents of S.H.I.E.L.D. (Stagione 1-3)

AoS racconta l’ascesa al comando dello S.H.I.E.L.D. da parte di Phil Coulson il braccio destro di Nick Fury, l’offensiva dell’HYDRA e la seguente sconfitta nonché della comparsa dei mut degli inumani. Salvo poche eccezioni gli agenti sono persone perfettamente addestrate in diversi ambiti e non gente con superpoteri o costumi colorati, anche se un efficiente apporto di effetti speciali e dover pagare pegno all’universo Marvel (per fortuna) ci offre anche un discreto parco avversari anche con superpoteri.

Come intuirete è il serial che meno entusiasma chi scrive questo articolo, portate pazienza.

Temi

  • Spionaggio: purtroppo sono poche le puntate che rispecchiano il tema portante della serie, ma quando succede è godibile. Doppio gioco, piani che vanno a rotoli, tecnologia alla Mission Impossible ci sono tutti. L’assortimento di competenze dei vari personaggi permette la costruzione di situazioni dove ogni membro del gruppo anche il tecnico nerd è utile.
  • Inganno: vivere in un mondo di spie ovviamente mette una certa pressione sui rapporti sociali, e quando non puoi nemmeno fidarti di coloro per cui lavori la situazione si fa tesa. In tutta la serie la gerarchia dell’inganno si manifesta continuamente mettendo a dura prova la fiducia nel prossimo anche se si tratta di un amico o collega, dal più insignificante agente fino al capo stesso dello S.H.I.E.L.D. e oltre, con un interessante retrogusto di paranoia. Hail Hydra!

Temi secondari

  • Minaccia inumana: il ruolo dei Mutanti nel MCU Marvel è ostacolato da questioni di sfruttamento di diritti dei personaggi e quindi il ruolo di sfigati/incompresi/braccati è capitato agli Inumani. AoS si sobbarca quindi l’onere di introdurre nel MCU la” comunità di gente con superpoteri” e la loro potenziale minaccia per l’ordine costituito. Diverse fazioni, governative e non, si scontrano per controllare il potenziale inumano e piegarlo a proprio vantaggio. Ovviamente gli Inumani non ci stanno e saranno disposti a fare qualsiasi cosa (specialmente grandi sciocchezze) per evitare di fare la fine dei mut delle cavie.
  • Esplorazione di nuovi mondi: la sottotrama Kree e il cattivo della terza stagione portano i protagonisti là dove nessun uomo era mai giunto prima… beh più o meno. Non si tratta di viaggi spaziali ma l’incontro/scontro con le civiltà aliene c’è tutto.

Considerazioni varie

Le vicende dell’agenzia di spionaggio più famosa dell’universo Marvel si dipana (o contorce) in questo serial dalla qualità altalenante. Lanciata a seguito del successo del primo Avengers cinematografico AoS ha la principale funzione di essere un (purtroppo blando) riempitivo tra un film dell’universo Marvel e l’altro, rimanendo così perfettamente stritolato tra la voglia di raccontare qualcosa di interessante e il dovere di mantenere la testa bassa per non incasinare la continuity del MCU.

Il più grosso problema di AoS è finire spesso per essere un enorme filler tra un film e l’altro del MCU, con ampi spazi “soap” e improvvise impennate di accadimenti drammatici che troppe volte accadono fuori scena. I personaggi all’inizio sembrano il cast di NCIS in chiave fumettone (l’agente d’azione, i nerd scientifici, il capo imperturbabile…) poi per fortuna (ma lentamente) emergono caratterizzazioni interessanti. Probabilmente meno episodi per stagione e uno strutturazione più compatta avrebbero giovato alla serie.

È appena iniziata la 4 stagione, che oltre scombinare un po’ le cose in casa S.H.I.E.L.D. introduce anche <rullo di tamburi> Ghost Rider (Robbie Reyes non Jhonny Blaze). Rimpiangeremo Nicholas Cage?

Marvel’s Agent Carter (Stagioni 1-2)

Tie-in di Captain America o prequel di AoS questa serie ci porta negli anni ’50 subito dopo l’inabissamento di Captain America, e ha come protagonista l’agente Peggy Carter e le sue tribolazioni all’interno del S.S.R. organizzazione governativa che poi confluirà nello S.H.I.E.L.D.

Ci ritroviamo in una versione degli anni ‘5o, “fumettosa” e solare condita da dialoghi frizzanti e l’ingenuità del tempo. Peggy e gli altri dello S.S.R. si ritrovano a sventare terribili minacce alla sicurezza americana e non solo.

Temi

  • Emancipazione femminile: Peggy è una tipa tosta ma l’America degli anni ‘5o è maschilista e le toccherà dimostrare più di una volta che non è fatta per stare dietro ad una macchina da scrivere. Ovviamente avversarie degne di nota come Madame Masque le renderanno la vita difficile.
  • Tecnologia agli albori: la presenza di Howard Stark (papino del celebre Tony) ci porta a una visione della scienza “retro-futuribile” un po’ bislacca fatta di leve e pulsantoni decisamente fuori controllo e inaffidabie.

Temi secondari

  • Contesto storico: prima che la serie inizi sappiamo già cosa ne sarà di Peggy Carter (lo abbiamo visto in Winter Soldier) quindi i presupposti sono di approfondire il personaggio e nel contempo irrobustire la conoscenza del passato del MCU, scoprendo le origini di alcuni temi che diverranno poi portanti decenni dopo (il programma Vedova Nera, la Forza oscura ecc.).
  • Integrazione razziale: nella seconda stagione il personaggio di Jason Wilkes è il pretesto per evidenziare che anche negli anni ’50 del MCU l’essere una persona di colore (anche se di tipo eccezionale) non era proprio facile…

Considerazioni varie

Agent Carter è un piccolo gioiellino, non ha pretese di grandezza, racconta una piccola storia ma lo fa in modo divertente e talvolta frivolo (vedi puntata con interludi musical), è perfettamente allacciata ad AoS e al resto del MCU, mostra i primi passi di un’organizzazione malefica di stampo serpentino e gioca con alcuni personaggi in continuità con le altre vicende del MCU.

Questo è solo un assaggio del cineverso Marvel perché si continua!

Nel prossimo articolo si finisce a Hell’s Kitchen, tra letali ninja, diavoli rossi, punitori e mercenari con superpoteri?